Volevo visitare Auschwitz da tempo, non tanto per capire cosa la malvagità umana fosse stata capace di fare, quanto per poter vedere con i miei occhi dove si era consumata una delle più atroci operazioni di sterminio della storia. Arrivando in macchina da Cracovia, si attraversano diversi paesi e ampie zone di campagna, sembra quasi di andare a fare una gita: ma la realtà è ben diversa. La mia idea era quella di documentare questo luogo, ma oltrepassando il tristemente famoso cancello, sono entrato in crisi, lo stomaco mi si è chiuso, non sapevo come muovermi e cosa fare. Il senso di sgomento mi ha pervaso e per molto tempo osservavo le stanze con gli oggetti, le camerate dove erano ammassate le persone, le docce e i forni crematori, senza fiatare e con il groppo in gola. Dopo un po’ ho iniziato a scattare foto, con l’intento, se possibile, di far comprendere a chi questi luoghi non li ha visitati, cosa la malvagità umana possa arrivare a fare. Tutti noi possiamo fare qualcosa affinchè queste atrocità non si ripetano, parlandone, ma anche praticando nella vita di tutti i giorni il rispetto verso gli altri e verso quelli che noi vediamo come stranieri e diversi da noi.

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